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Un amico in viaggio…

Eccovi alcuni pensieri di un amico: Daniele che ha deciso di lasciare tutto e vivere a pieno la sua vita in una casa che si chiama Mondo.
Se volete seguire Daniele nel suo viaggio il suo blog è questo: danielecristini.wordpress.com

“Mi chiamo Daniele, 26 anni e apro questo blog per informare, per quanto ridicolo o inutile possa essere per il lettore, che HO UNA CASA.

Ma c’è una cosa interessante da sapere.

Non ha pareti, non ha finestre, non ha una porta d’ingresso, neppure un bagno privato, ne’ un salotto ne’ cucina, un campanello da suonare. Il pavimento e’ tutto irregolare, inizia erboso per finire con i sassi, molte volte e’ asfaltato. Fiumi vi scorrono dentro, persone vanno e vengono.

Ma ha un tetto ed è tondo, l’ho chiamato Mondo.

Vivo da sei mesi sotto il tetto del mondo pagando l’affitto, e il proprietario non chiede neppure molto, in realtà non vuole soldi, con fare da spirito saggio, la prima volta che lo incontrai, ha fatto segno di avvicinare il mio orecchio alla sua bocca e sussurrando m’ha detto: “Quelli serviranno a te ragazzo per muoverti nel modo che tu riterrai più opportuno sotto questo tetto che io ti dono, fanne buon uso Daniel” Bussa però tutti i giorni alle porte del mio cuore e con un sorriso mi ricorda una cosa : “Vai, esplora e incontra gente nuova. Goditi la vita, il bene più prezioso che abbiamo, i soldi sono un mezzo, non il fine in questa parte della tua vita. Se vuoi darmi qualcosa in cambio, dammi il tuo cuore e dona un sorriso, solo così potrai sdebitarti”. Beh, io lo fisso un po’ perplesso, con un pizzico di pazzia alzando un sopracciglio, non capisco ancora bene. Con un sorriso di rimando rispondo: “Faro’ del mio meglio, quando tu vorrai fermarti per un caffè, in un angolo sotto questo mondo, troverai di sicuro un cielo stellato, come tappeto un lago con un tavolo grande nel salotto e due sedie attorno. Io sarò li signor….

“Chiamami Tutti, poiché io sarò in tutte le persone e cose che incontrerai sulla tua strada”.

Ci salutammo dandoci appuntamento il giorno seguente alle porte del cuore.

Sono cresciuto in un angolo d’Italia, sotto il grande tetto del mondo, sulle sponde del più piccolo dei laghi del Nord, quello di Iseo precisamente. Piccolo ma altrettanto affascinate per la sua collocazione riservata, racchiuso tra colline e montagne con una vista panoramica da qualunque scorcio lo si guardi, di cui poeti e scrittori del passato ne hanno fatto fonte d’ispirazione. Gran parte del merito della sua notorietà la si deve alla più alta isola dei laghi europei che sorge quasi nel mezzo, (quella che qualche riga più sopra chiamai il Tavolo dove il sig. Tutti poteva fermarsi) e due isole minori, le sedie, altrettanto ricche di storia e meta oggi di molti turisti con i numerosi battelli e barche che solcano queste acque.

Terra, acqua, aria e fuoco sono gli elementi con cui ho sempre vissuto in questa parte del mondo, a contatto con la natura e con tutto quello che può offrire. Potrei scrivere pagine e pagine di motivazioni per cui visitare almeno una volta il lago d’Iseo, paesi limitrofi sia lacustri che montani di invidiabile patrimonio storico, piatti prelibati a base di pesce di lago e prodotti tipici locali, dagli ortaggi alla carne e formaggi nostrani. Del vino prodotto nella limitrofa Franciacorta se ne parla a livello internazionale, l’olio e’ rinomato, favorito dal clima mite durante tutto l’anno. Si possono sentire commenti positivi e negativi di queste zone, ma come tutte le cose, a mio parere, vanno viste e provate di persona per poi trarne le conclusioni, giusto per farsi un’idea.

Ma non è lo scopo del mio scrivere, Internet e’ ricco di informazioni a tal proposito, basta avere un poco di tempo, voglia di informarsi e visitare.

Ho scoperto questo angolo di mondo per 25 anni, per apprendere ogni giorno un qualcosa di nuovo, fino alla decisione di mettere qualche vestito e tanto entusiasmo dentro ad uno zaino, con la voglia di consumare la suola delle scarpe e di incontrare gente nuova. Cambiare angolo, cambiare prospettiva di vedere le cose restando sempre sotto lo stesso tetto, senza dimenticare nulla di quello che sono stato, delle mie origini, delle tradizioni, degli affetti con cui sono cresciuto. Aggiungere pezzi alla mia armatura, un poco arrugginita dalla routine di una vita che sembrava non dover evolvere più, li sulle sponde di quel fantastico angolo di mondo che mi stavo creando.

Sono nato nel freddo gennaio dell’anno 1988, ma quell’anno Signor. Tutti mi spiace dirtelo hai toppato, e alla grande anche, dall’alto della tua saggezza non hai fatto bene i conti con il caldo che hai donato al cuore di questo ragazzo, così caldo da sciogliere il ghiaccio anche dove il ghiaccio non c’è.

Con questo blog colgo l’occasione per ringraziare Romina Rinaldi che mi ha spinto a realizzarlo, per far conoscere a voi angoli di mondo attraverso i miei occhi, e dedicarlo alla mia famiglia, alla giusta difficoltà iniziale di comprendere le scelte di un figlio ribelle, agli amici e persone che han capito e mi han incoraggiato, alle persone che non hanno capito. Grazie a mio Cugino, Diego Serioli, (“Paret”, ovvero tradotto “parente” come ci chiamavamo nel nostro dialetto in modo scherzoso). Il suo coraggio nell’affrontare una malattia troppo forte da combattere mi sono stati di grande esempio nonché motivo di ricercare altri valori nella gente che incontro sul cammino, di essere gioioso perché in fondo questa vita e’ meravigliosa. Grazie a Dio e alla forza di volontà che mi ha donato e alla fine un poco grazie anche a me.

Provvederò presto ad arricchire il blog, sono in viaggio e il tempo, per quanto possa sembrare strano, non e’ mai sufficiente, soprattutto se come nel mio caso mi sposto con mezzi alternativi di cui parlerò, fermandomi in posti diversi ad aiutare la gente che ne ha bisogno in cambio di vitto e alloggio, senza ricevere soldi, come il signor Tutti ha fatto con me.” Daniele

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Ivan Malinowski

Dakar , lagorosa

Adesso è il momento di fare ciò che ti piace.
Non aspettare lunedì, non aspettare domani.
Non fare allungare davanti a te la carovana
di sogni calpestati. Non aspettare.

Non frenarti per paura o viltà.
Non posporre la vita con altra morte,
e non aspettare niente dalla sorte
che non sia più della tua tenacia e della tua energia.

Se il tuo sogno è bello, dagli forma
come il torrente scava le sponde;
come il vento che vive e si trasforma.

E perché tutto risulti come tu vuoi,
detta tu stesso le tue regole
e converti il tuo autunno in primavera.

Ivan Malinowski

Ascoltiamo con l’anima nelle orecchie

Una bellissima canzone,
coglie il colore delle parole dall’anima,
mi spinge a uscire dagli schemi ordinari della vita.
Si ha bisogno del proprio tempo…
mi fermo, mi isolo
e ascolto…
la musica mi trascina in dimensioni nuove.

Colorblind
“I am colorblind
Coffee black and egg white
Pull me out from inside
I am ready
I am ready
I am ready
I am
Taffy stuck, tongue tied
Stuttered shook and uptight
Pull me out from inside
I am ready
I am ready
I am ready
I am…fine
I am covered in skin
No one gets to come in
Pull me out from inside
I am folded, and unfolded, and unfolding
I am
Colorblind
Coffee black and egg white
Pull me out from inside
I am ready
I am ready
I am ready
I am…fine
I am…. fine
I am fine”

Domenica mattina

“Non ti auguro un dono qualsiasi,ti auguro soltanto quello che i più non hanno.Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.”

Elli Michler

Domenica mattina

lago iseo

Ci sono alcuni giorni in cui la musica ti riporta al passato.

Vi lascio questo brano di Diogal Sakho un musicista Senegalese che amo molto. La sua melodia mi porta al passato, mi riporta all’Africa e alla sensazione di libertà che ho avuto grazie a questo paese così contradditorio e così immenso.
Amo il senso di libertà e il senso profondo del vivere la vita, giorno per giorno. La profondità dell’incontro e del mio essere. Il conoscersi e lo scoprirsi giorno per giorno in un paese dove sei sola, lo scoprire di non esserlo veramente. Di conoscere luoghi e persone che ti fanno sentire a casa. Ho voglia di riassaporare queste emozioni, ho voglia di tornare a viaggiare e scoprire il mondo e me stessa. Sento il bisogno di creare, ho voglia di tornare a scrivere.

“Amo le mattinate fresche, quando ti alzi
e vai a correre sulla vecchia strada che costeggia il lago.

E’ talmente presto che pochissime macchine percorrono la statale,
che silenziosa dorme ancora…
rinfrescata dal vento accarezza il verde delle foglie.

I rumori sono attutiti,
ma se stai attenta senti il fruscio delle foglie, gli animali, l’acqua
tutto sembra ralletare il loro corso della vita
che respira.

Amo il sole che rimane assopito dietro il cielo.
La montagna spigolosa che scoscesa osserva l’acqua,
il verde domina la montagna
che piano piano affiora dalle rocce.

Il silenzio avvolge questa mezzoretta mattutina
mi dedico all’armonia del mio essere immerso nel Mondo.
La mattina mi sento parte di questo tutt’uno
di questa cosa meravigliosa che si chiama vita.”

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